Ronda del Martedì

Modalità del servizio

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—Ore 21.15-21.30  Ritrovo davanti il cancello della mensa- cucina   di S. Paolo di Ravone

  • ——Accoglienza degli operatori , verifica degli alimenti preparati e monitoraggio
  • ——Collocazione nei bauli delle auto a disposizione dei materiali da distribuire nella serata
  • ——Coaching ad eventuali gruppi esterni in visita o a gruppi di scuola carità
  • —Condivisione su problematiche emerse o attuali, con preghiera prima della partenza
  • ——Distribuzione dei compiti della serata per l’unità di servizio in stazione e per l’unità di servizio in strada
  • —Partenza entro le 21.45 ed arrivo in stazione ore 22.00
  • —IN STAZIONE : Accoglienza, distribuzione cibi e bevande, ascolto attivo su momenti di vita dei senzafissadimora
  • —IN STRADA     : la zona di assistenza è il centro storico Ovest ed EST , compreso il territorio del vicariato Ravone

—Ore 23.45  Rientro nei locali di S.Paolo , rimessaggio dei materiali usati, confronto propositivo per il prossimo Martedì   e saluti finali  

 

 

     __________Memoriale del DECENNALE__________

Martedì 26 Gennaio 2010

abbiamo festeggiato 10 anni di Ronda Caritas sotto la neve

 Foto_Ronda _2010_ Natale

 Un poco di storia

La Ronda è un gruppo di volontari che si appoggia alla parrocchia e che, a partire dal Giubileo 2000 (tra i cui fondatori si può ricordare Nicola Brunelli e Gabriele Venturi ), si occupa di fornire  assistenza, sia fisica sia morale, ai senza fissa dimora presenti in varie zone di Bologna, offrendo loro cibi, bevande e supporto psicologico.

Il martedì pomeriggio vengono preparati cibi ( panini e dolci ) e le bevande (thè e cioccolata calda ) presso la mensa della parrocchia e/o nelle case di volontari.

L’attività prosegue la sera, quando il gruppo si ritrova ( anche con la bella realtà parrocchiale di San Giovanni Battista in Casalecchio di Reno) e distribuisce i viveri, sia presso la stazione ferroviaria, sia in alcuni altri punti del centro e della periferia di Bologna. Scopo della Ronda, primario e fondamentale, è comunque concretizzare il dialogo e l’ascolto con i senza dimora.

 

…… in azione

alcuni “senza dimora” periodicamente assistiti per le strade di Bologna

          

alcuni articoli degli operatori

 Servizio in stazione          di Elena

Per quel che mi riguarda, il martedì sera non può definirsi un impegno: piuttosto un’opportunità . Il martedì sera, il mio appuntamento con Dio. Ai margini delle strade più sporche e soprattutto ai margini delle nostre vite, vivono decine e decine di senzatetto, ciascuno con il suo sacco a pelo, ciascuno con il suo fardello, ciascuno con la sua storia. Da noi si aspettano cibo e una bevanda calda, ma più di ogni altra cosa, da noi si aspettano un sorriso e qualche chiacchiera. Quel che puntualmente accade è che qualcosa ci colpisce (un pugno allo stomaco?) nel vederli in quelle condizioni: sono infine proprio loro a regalarci risate grazie a raffiche di barzellette o ad un finto naso rosso, stile Patch Adams, rimediato chissà dove. Sono giovanissimi fuggiti di casa o da qualche comunità  di recupero per tossicodipendenti. Sono ex-mariti che hanno perso tutto dopo una causa di divorzio. Sono poco più che adolescenti, extracomunitari con una famiglia lontana da mantenere e una conoscenza pressoché nulla della lingua italiana. Gente allo sbaraglio. Molti uomini, meno donne. Il centro del servizio si svolge in stazione laddove, in inverno, si ha la certezza di una pensilina sulla testa o delle quattro mura di una sala d’attesa. Con cinquanta/cento paste avanzate in Dolce Lucia a fine giornata, con termos di tè e cioccolata bollente, con qualche panino (purtroppo sempre pochi) artigianalmente farcito da qualche gentile parrocchiana di S. Paolo di Ravone, ci si incammina di binario in binario. E su ogni piattaforma si creano capannelli di gente allegra che banchetta, gente piacevolmente chiassosa. In due parole, rubate ad Hemingway: una “festa mobile”. Certo a volte costa fatica l’instabilità di chi è ubriaco. A volte riconosciamo i segni dell’astinenza ed è complicato gestire gli sbalzi d’umore e le pretese di alcuni. Tuttavia difficilmente si sono create situazioni di tensione e se così è stato, la settimana dopo ci sono sempre stati momenti di riconciliazione. Come capita tra amici. Ma per coloro che in stazione non riescono ad arrivarci, c’è anche il “servizio in camera”… così lo chiamano spiritosamente loro. Viaggiando in due o tre su un’auto attraverso le stradine del centro storico, li scoviamo nei soliti angoli bui, quelli che essi stessi hanno battezzato quali loro letti. Devo dire che ognuno di noi – in stazione o al di fuori – ha il suo “clochard preferito”. E, contrariamente a quanto si possa pensare, non credo affatto sia un male. È fondamentale addomesticarsi a vicenda, come il Piccolo Principe addomestica la Volpe, affinché il rapporto non rimanga solo quello del volontario verso il bisognoso ma si creino piuttosto dei legami forti; e anche loro lo sanno: non siamo lì per un obbligo morale ma li cerchiamo come si cerca un fratello. Ci è capitato di rincasare con un regalo, fosse esso una biro o un sacchetto di giuggiole, ma tutte le settimane torniamo a casa con un bacio e una benedizione; da Allah o da Gesù, non importa a nessuno.

 Una serata con la Ronda del martedì         di Maurizio

 Una sera di febbraio, ho deciso di aggregarmi al giro di Ronda per la consueta distribuzione. Si comincia, dopo il ritrovo, con la verifica dei panini preparati dagli operatori pomeridiani della mensa, per suddividere quelli al formaggio da quelli con i salumi, non graditi ai musulmani. A completare, le bevande: tè e cioccolato caldo in appositi contenitori thermos, ci sono dolci e materiale igienico offerto dalle famiglie della parrocchia. La partenza, con una o più auto, è verso una laterale di Piazza de Martiri, dove ci si riunisce con altre realtà di ronde parrocchiali. Il momento di preghiera comune, sancisce l’inizio del Ronda di carità che come prima tappa prevede l’entrata dalla parte ovest della stazione, dove già sono in attesa diversi “barboni”, clochard e “senza fissa dimora”. Si cerca di formare una fila, per ordinare la distribuzione, ma senza troppo successo; infatti, dopo un primo momento di calma, alcuni cominciano a protestare, dicendo che sono rimasti senza il loro panino. Finite così le razioni di cibo e bevande, accade che uno, più facinoroso, capeggi un gruppetto di protesta che concerta a voce alta contro di noi; tutto viene però sedato un poco per volta con l’ascolto e la ragione; gli animi si calmano , ed alcuni si fermano come al solito per socializzare con gli operatori. Tra questi si fa notare Gigi, detto “Lino” perchè sa imitare Banfi molto bene. Un altro comincia a raccontare barzellette tra il divertente e il salace, che si protraggono per diversi minuti. Dopo questo momento di condivisione, arrivano i saluti e la promessa di tornare il martedì successivo. La Ronda si divide per proseguire su altri fronti, come il portico di San Luca o Piazza de Martiri. Mi aggrego con Massimo, per andare verso San Luca, dove facciamo conoscenza con uno slavo che dorme in branda all’aperto e che, con il suo italiano rimaneggiato, ci racconta un po’ della sua storia. Incontriamo anche Sergio, che dorme dentro una “cappella” del portico in cui entra, sganciando una grata. La serata va verso la conclusione e, sulla strada del ritorno, si pensa già a come fare meglio la prossima volta.

 

 
 

1 comment

  1. Ottimo, mi è piaciuta molto e mi ha ricordato i vecchi tempi di quando ero agli inizi e non c’era ancora il Piano Freddo comunale così come è oggigiorno.

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