Battesimale

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Il cammino del catecumeno

 

Un poco di Storia e di catechesi

Battesimo e Catecumenato: I catecumeni venivano battezzati soprattutto la notte di Pasqua in virtù dello strettissimo rapporto fra la Pasqua di Cristo e battesimo cristiano. Il fatto che i cristiani legassero il battesimo alla Pasqua denota la chiara coscienza fin dall’inizio dell’importanza del sacramento e del suo significato, tuttavia diversa era la situazione del rito che esprimeva e conferiva il sacramento. Nei primi due secoli il rito del battesimo variava con somiglianze e differenze a seconda dell’area geografica. Un esempio chiaro è quanto si trova nello scritto del I sec. d.C., la Didachè (Insegnamento degli apostoli), secondo cui il battesimo può avvenire per immersione o anche versando tre volte l’acqua sul capo. Altre tracce della diversità del rito si trovano soprattutto negli scritti di Giustino a Roma, Ireneo di Lione in Asia e Tertulliano nel nord Africa. In ogni caso vi erano due elementi comuni tra i diversi riti: il battesimo avveniva dopo aver ascoltato la Parola di Dio a cui il fedele rispondeva col proprio assenso di fede, a questo seguiva l’abluzione in acqua purificatrice. La preparazione ai sacramenti era affidata all’iniziativa privata di qualche cristiano colto che erudiva il fedele convertito. Alcune circostanze storiche imposero un graduale cambiamento: la diffusione a largo raggio del cristianesimo grazie alla feconda azione missionaria a cavallo del secondo secolo, il dilagare delle eresie (soprattutto lo gnosticismo), e l’esigenza di distinguere il battesimo dai riti pagani dei culti misterici ad esso paragonabili fecero nascere e sviluppare l’esigenza di preparare in modo più chiaro e approfondito i futuri battenzandi. Si delinea così l’istituzione del catecumenato. Le prime testimonianze esplicite del catecumenato appaiono dal III secolo d.C., e una spiegazione chiara e ben organizzata si trova nella Tradizione Apostolica di Ippolito di Roma. Ippolito di Roma ci descrive in maniera minuziosa il percorso dei catecumeni: esso durava tre anni e si delineava in 4 tappe.

I tappa: la presentazione. I candidati venivano presentati al loro maestro (didascalos) ed iniziava ufficialmente il periodo di catechesi. Come questa presentazione avvenisse non è specificato, forse un insegnamento o una liturgia della Parola. Più chiara è il criterio di scelta del candidato. Doveva essere una persona slegata dagli usi e costumi della società pagana, in ogni caso disposta a rinunciarvi. Era il caso, per es., di coloro che lavoravano nei templi pagani o in qualche modo svolgevano mansioni legate ai culti pagani greci e romani.

II tappa: il catecumenato. Ad esito positivo della presentazione sigillato con il segno della croce (sigillatio), per tre anni i candidati si preparavano apprendendo i contenuti della fede cristiana attraverso la conoscenza della Scrittura e l’ascolto dell’omelia. Dopo ogni catechesi c’era una preghiera alla fine della quale il maestro imponeva le mani sull’allievo. Veniva anche chiesto di abbracciare uno stile di vita diverso dai modi di vita dell’etica pagana e la partecipazione alla liturgia era limitata: i candidati pregano separati dall’assemblea e non si scambiano il bacio della pace.

III tappa: preparazione al rito. Dopo i tre anni di preparazione, in prossimità del battesimo, il candidato era sottoposto ad una nuova presentazione per verificare se il cammino percorso aveva portato a maturazione la sua fede. Ad esito favorevole, il candidato per la prima volta poteva ascoltare il Vangelo ed essere chiamato electus (eletto), ricevendo ogni giorno l’imposizione delle mani e il rito dell’esorcismo. Nei tre giorni prima del battesimo, i candidati osservavano un rito più intenso: il giovedì un bagno, dal venerdì fino alla notte del sabato uno stretto digiuno. Il sabato i candidati si presentavano nuovamente al vescovo che compiva su di essi il rito dell’esorcismo, imponeva loro le mani, soffiava sul loro volto (insufflatio), segnava la fronte, le orecchie e il naso con il segno della croce (signatio). Si continuava con preghiere e catechesi.

IV tappa: il rito del battesimo. La notte di Pasqua, all’alba, il candidato veniva battezzato. Al sorgere del sole (simbolo della luce di Cristo risorto) veniva benedetta l’acqua e svestiti i candidati per il battesimo: prima i bambini, poi gli uomini, in seguito le donne. Tutti devono essere senza alcun oggetto o monile. Seguiva la benedizione degli oli sacri: l’olio dell’azione di grazia e l’olio per l’esorcismo portati da due diaconi ai lati del sacerdote. Ciascun candidato si presentava al sacerdote e pronunciava la sua formula di rinuncia a satana: “Io rinuncio a te, satana, alle tue pompe e a tutte le tue opere”. Il sacerdote risponde: “Che tutti gli spiriti maligni si allontanino da te”. Unto con l’olio dell’esorcismo il candidato veniva portato presso la vasca dove si trovano il vescovo ed un altro sacerdote. Un diacono entrava nell’acqua con il candidato e colui che battezza formula una triplice domanda che esprimeva tutta la fede della Chiesa in Dio Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo: “Credi tu in Dio, Padre onnipotente?”; “Credi tu in Gesù Cristo, Figlio di Dio, che è nato di Spirito santo da Maria Vergine, che fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, che morì e fu sepolto, che il terzo giorno è risorto vivo dai morti. È asceso al cielo e siede alla destra del Padre, che ritornerà a giudicare i vivi e i morti?”; “Credi tu nello Spirito santo, nella santa chiesa e nella risurrezione della carne. Ad ogni domanda il candidato risponde: “Credo” mentre colui che battezza gli versa l’acqua sul capo. Di seguito il sacerdote unge il battezzato con l’olio dell’azione di grazie e dice: “Ti ungo con l’olio santo nel nome di Gesù Cristo”. Il neo-battezzato si riveste e si passa dal battistero in chiesa dove il vescovo compie un ultimo rito: unge la testa di tutti con olio, traccia un segno di croce sulla loro fronte e bacia ciascuno dicendo. “Il Signore sia con te”. Essi rispondono: “E con il tuo spirito”. A questo punto i candidati, cristiani, si uniscono all’assemblea e per la prima volta partecipano all’eucarestia.

Il rito del battesimo così com’è descritto da Ippolito durerà fino al V secolo. Dal V secolo d.C. in poi il rito subirà molte variazioni fino a giungere alla definitiva forma sancita dal Concilio Vaticano II, che è quella celebrata oggi nelle chiese parrocchiali. Bisogna anche ricordare che nei primi secoli l’iniziazione cristiana era indistinta: battesimo, confermazione ed eucarestia venivano amministrati al fedele in una volta sola.

I principali simboli del Battesimo

Confrontando il rito del catecumenato dei primi secoli della Chiesa e con quello dei secoli seguenti fino al rito sancito dal Concilio Vaticano II, possiamo mettere in evidenza il valore simbolico di alcuni elementi del rito odierno che si collegheranno alle letture domenicali dell’anno A con cui la Chiesa illustrava il significato del battesimo:

L’acqua: insieme alla formula trinitaria l’acqua è l’elemento fondamentale per celebrare il sacramento. Senza acqua non sussiste il sacramento. La Chiesa ha visto nell’acqua l’elemento fondamentale di cui Dio si serve per operare la salvezza prima di Cristo e attraverso Cristo; per questo i Padri della Chiesa avevano interpretato episodi della storia della salvezza in cui l’acqua è un elemento determinante in vista del battesimo: il vento che si librava sulle acque primordiali (Gn 1) e l’arca di Noè attraverso le acque del diluvio (Gn 9) sono prefigurazione della salvezza attraverso il battesimo; altri brani di riferimento sono il passaggio del popolo attraverso le acque del Mar Rosso (Es 14 – 15) e del Giordano per entrare nella Terra Promessa (Gs 3). È facile capire il valore simbolico dell’acqua quale elemento del creato che lava e purifica. Il battezzato passando attraverso l’acqua viene purificato nella fede dai suoi peccati per rinascere a vita nuova in Cristo morto e risorto: “Questo sacramento è anche chiamato il «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5), poiché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno «può entrare nel Regno di Dio» (Gv 3, 5)” (CCC 1215).

Il cero pasquale: durante il battesimo viene acceso il cero pasquale, alla sua fiamma i padrini attingono per accendere una candela. Il cero è un importante simbolo pasquale, solennemente intronizzato la notte di Pasqua per dare l’annuncio glorioso della risurrezione, esso è per eccellenza simbolo di Cristo risorto in mezzo all’assemblea. Il fatto che nei primi secoli i catecumeni venissero battezzati all’alba è un chiaro segno di come il simbolo della luce sia fondamentale per capire il valore del battesimo. Per Giustino “questo lavacro è chiamato illuminazione, perché coloro che ricevono questo insegnamento [catechetico] vengono illuminati nella mente” (Apologia, 1, 61, 12). Gesù, Verbo di Dio, è la “stella radiosa del mattino” di Pasqua (Ap 22, 16) “la luce vera … che illumina ogni uomo” (Gv 1, 9), per cui ogni battezzato, “dopo essere stato illuminato” (Eb 10,32) è divenuto “figlio della luce” (1Ts 5,5 ).

La veste bianca: Durante il rito del battesimo il candidato veniva spogliato delle vesti e poi rivestito dopo l’immersione in vasca. A partire dalla metà del IX secolo un codice di Parigi attesta che la veste con cui il battezzato veniva rivestito era una veste bianca. Il sacerdote diceva: “Ricevi la veste candida …” per simboleggiare il rivestirsi di Cristo risorto, un linguaggio ben conosciuto al Nuovo Testamento per indicare la vita nuova in Cristo: “quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3, 27). Un altro esempio sono i 144.000 dell’Apocalisse, vestiti di bianco, perché hanno reso candide le loro vesti nel sangue dell’Agnello: essi sono i martiri cristiani che hanno testimoniato la loro fede in Cristo risorto fino al dono del sangue (Ap 7). In tempi di persecuzione, se accadeva che un catecumeno veniva ucciso, la Chiesa considerava costui già figlio di Dio, battezzato da un battesimo di sangue che avvicinava il fedele al battesimo che doveva ricevere Gesù sul Calvario riferendosi alla sua Passione (Mc 10, 38).

Questi tre simboli aiutano a significare e rendere visibili alcuni aspetti della fede di cui il battesimo è porta. Essi sottostanno alle tre letture del Vangelo di Giovanni che, appunto, nella Quaresima dell’anno A sono collegate al cammino battesimale dei catecumeni.

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